Come posso aiutarti?

Questo è il mio perchè, è quello che voglio, è quello che faccio, aiutarti.

Sono Nicolò Gasparetto e vivo a due passi da Treviso, in Veneto.

A 6 anni volevo fare “il papa”. Comprensibile, ero piccolo, andavo sempre a messa e in carica c’era Giovanni Paolo II.

A 10 anni, mentre frequentavo le elementari cercavo di fare impresa, non sapevo che si chiamasse cosi, ero ancora un bambino.

Il mio scopo era quello di guadagnare vendendo le collezioni che si trovava dei soffici findus, il ricavato delle vendite andava nel mio salvadanaio per “Kitaga”.

E’ durato fino a quando un compagno di classe è venuto scuola con 50 mila lire e, a quel punto, le maestre e i genitori ci hanno fatto chiudere il mercatino poiché c’erano troppi soldi che giravano in mano a dei bambini.

Tuttavia il mio salvadanaio per “Kitaga” era pieno zeppo di soldi, nonostante fossi arrabbiato perché avessimo dovuto chiudere, dunque non potevo più aiutare “Kitaga”.

Nonostante la mia prima impresa a scopo di beneficenza fosse naufragata nel tempo di un anno scolastico, ero soddisfatto per quello che avevamo fatto.

Chi è Kitaga?

Devi sapere che è una associazione che serve per fare del bene in Kenya, nello specifico, il progetto prevedeva di costruire una scuola per i bambini.

Giocavo a calcio, ero piuttosto bravo, a 14 anni potevo andare a giocare in un ottimo scuola calcio qualificata, avrei potuto avvicinarmi ad uno dei miei sogni di diventare un calciatore che sognavo fin da piccolo.

Ho deciso di non andare! Non perché non volessi andare, anzi, un’occasione unica tuttavia c’era già una rosa di 22 giocatori, e in campo a calcio si gioca massimo in 11; non volevo togliere la possibilità ad altri ragazzi di giocare.

Oltretutto quell’estate ho avuto un infortunio al ginocchio e, stavo recuperando, quanto prima volevo tornare a giocare e divertirmi.

Ancor oggi sono contento della mia scelta perché credo di aver dato a più ragazzi di aver investito il tempo nel miglior modo.

A 20, ho aperto il mio primo progetto online imprenditoriale, era un inno alla vittoria mondiale della Coppa del Mondo degli azzurri nel 2006.

Un momento da condividere, da celebrare e da festeggiare tra tutti noi italiani.

Ricordo molto bene l’immagine della home del sito! Che figata, abbiamo vinto i mondiali!!!

L’immagine principale era quella di Massimo Oddo che tagliava i capelli, meglio il codino di Mauro German Camoranesi.

D’altronde una promessa va sempre mantenuta.

Stupendo esempio di spirito di condivisione di quella vittoria, si perché un’impresa è qualcosa che si fa assieme condividendo gli sforzi, i sacrifici e, le vittorie.

Hanno vinto il mondiale e, noi ci siamo impersonificati nella nazionale di calcio, eravamo li con loro e, abbiamo vinto con loro.

Il sito ha avuto il suo bel successo, anche se, non ho monetizzato e dopo alcuni mesi dalla vittoria, inevitabilmente non è stato più alimentato.

Dopo un anno ho chiuso il sito.

Oggi, mi batto per un futuro migliore, in cui le relazioni umane fanno la differenza, abbiamo una opportunità meravigliosa, il nuovo rinascimento.

Il nuovo rinascimento, dove al centro di tutto ci sono le relazioni, indipendentemente che siano di coppia, di amicizia o tra acquirente e venditore.

La tecnologia ci da una grandissima mano e, dovremmo sfruttarla usandola a nostro supporto, tuttavia non sostituisce l’uomo, anzi le persone devono tornare al centro.

Era il 2005 dovevo scegliere cosa fare della mia vita, 19 anni con la maturità scientifica, giovane con una passione per lo sport.

Tuttavia ero e sono tutt’ora un idealista e, era un momento storico in cui la crisi non esisteva, il tessuto connettivo della terra in cui vivevo, il Triveneto, sviluppato di piccole e medie imprese.

Aziende che davano lavoro a migliaia di persone, famiglie che si sfamavano grazie a queste imprese, le quali producevano economia reale, dunque generavano acquisti e consumi.

Cosa volevo fare da grande?

Ancora non sapevo cosa fare, come fare, tuttavia ero sicuro che potevo e dovevo aiutare lo sviluppo del mercato nel territorio.

Per questo motivo, appena diplomato, scelsi Cà Foscari, università di Economia.

Il mio sogno è quello di aiutare le PMI, sviluppare le competenze e la capacità di far aumentare il benessere aziendale.

Se le piccole aziende crescono, allora le famiglie dei dipendenti e dei titolari posso permettersi più consumi dando cosi la possibilità alla stesse di creare ancor più benessere.

Decisi, più per obbligo, che se volevo studiare dovevo anche pagarmi gli studi; facendo rinunce e grandi sacrifici mi sono laureato.

Quante persone, come me e te, quando hanno completano gli studi, entrano nel mondo del lavoro e, poi ci siamo accorti che il mondo del lavoro non era proprio come ce lo siamo sempre immaginato?

Laureato e contento, mi resi conto che uscito dall’università con tanto entusiasmo e grande voglia di innovare, mi sono trovato in una situazione del tutto diversa, inaspettata..

Tant’è vero che il mondo rispetto al 2005 era totalmente cambiato.

Era subentrata la crisi che ci ha travolti, ha spazzato via tante piccole realtà imprenditoriali, specialmente quelle che non sono state capaci di recepire il cambiamento in atto.

Le imprese non si concentravano più nelle opportunità, quindi nel creare posti di lavoro, aumentare la redditività, dare un futuro alle persone; bensì l’obiettivo era quello di sopravvivere.

E di questo non mi capacitavo. Un’azienda è un’impresa, già la parola stessa la definisce, se non si evolve si estingue.

Lascia che ti dica una cosa..

La situazione dopo Lehman Brothers, ha cambiato il mondo, non era per nulla una situazione facile, anzi..

La situazione era davvero difficili, ma questo già lo sai, considerato il fatto che lo hai vissuto nella tua pelle.

Pensa per un neo laureato con ambizione come poteva essere..

Nonostante tutto, ho subito messo in campo l’entusiasmo, le idee e le competenze, ho iniziato a collaborare con una azienda di calzature.

Ho avuto grandi soddisfazioni sia a livello personale che professionale.

Tanto da attirare l’attenzione di diverse aziende concorrenti, le quali mi offrivano una collaborazione decisamente più allettante, sotto tutti i punti di vista…professionale, di esperienza ed economica!

Tuttavia è questo che siamo destinati a fare?

Studiare, trovare il “posto fisso”, lavorare sotto casa, vivere una vita tranquilla senza particolari rischi o incertezze economiche.

Quella di cambiare lavoro per migliorare, per poter costruire qualcosa e poi, poi ricercare qualcosa di più?

Si, lo pensi anche te che aumentano le responsabilità, aumenta l’entrata economica, aumentano le problematiche, aumentano gli anni, magari arrivano figli, nuove necessità, una casa nuova…e nel frattempo il tempo della vita ci scorre via.

Via veloce come quando scendi nelle rapidi facendo rafting, vivi stupendi momenti che, in un istante sono già ricordi quando arrivi al traguardo, alla fine delle rapidi e scendi con ancora l’adrenalina addosso.

Ti chiedi, è già finita? Rifacciamolo!

Certo, con il rafting si può, ma quei momenti che sono ricordi che sono scolpiti nella tua mente grazie alle emozioni provate, tornano solo sulla tua mente.

Ne vivrai degli altri, sicuramente non quelli.

La vita non è altro che un’unica opportunità da sfruttare

Immagina..

Un’opportunità, e chi non cerca un’opportunità?

Chi non vorrebbe fare qualcosa di grande per un futuro migliore.

Ho sempre creduto nelle relazioni umane e, sempre ci crederò!

Siamo nati per comunicare e costruire rapporti, ne sono convinto.

Tutti noi abbiamo un’opportunità, l’opportunità si chiama vita e, nella nostra unica opportunità di costruire relazioni sane con le altre persone.

Il mio sogno è aiutare più persone possibili, relazionandomi con te consumatore indipendentemente che tu sia un piccolo o un grande consumatore, quindi una PMI. Se non è un’opportunità straordinaria questa, quale dovrebbe esserla?

Potevo aiutare tutte le persone!

Da li ho meglio identificato e preso consapevolezza del mio crescente sogno, avere l’opportunità di comunicare con persone / consumatori / professionisti / titolare d’impresa.

Il mio sogno sta prendendo la forma di un obiettivo!

Oggi stiamo vivendo un nuovo Rinascimento per un futuro migliore.

Non c’è mai un momento storico migliore per quanto riguardo opportunità.

Ricordo ancora cosa mi raccontava mio nonno Simon.

Si chiamava Simeone, tuttavia chiamato da tutti Simon, non ho ancora capito il motivo, comunque sia è diventato il nonno di tutti Simon.

Ha fatto la seconda guerra ed è stato fatto prigioniero del regima nazista in Grecia e portato in carcere in Germania.

Sottolineava il fatto di quanto fosse stato fortunato di combattere per il bene del paese, di aver fatto determinate esperienze.

Grazie a queste era migliorato e, aveva avuto la possibilità di conoscere tante persone, non solo le persone del suo paese e limitrofi.

Ha avuto modo di condividere esperienze e, ascoltarne di altrettanto incredibili.

Oggi, abbiamo la possibilità di ascoltare e interagire con tantissime persone, come mai prima!

Durante il mio percorso di vita, mi sono reso conto di una cosa!

Inoltre sono sempre più convinto che, nel mondo attuale e, ancor più in futuro, le persone sono e saranno sempre di più al centro delle relazioni, del mondo.

Siamo individui sempre più interconnessi fra di noi, indipendentemente dalla parte del mondo che sei, internet ha cambiato il concetto di distanza.

La tecnologia che ci sta travolgendo, ci aiuterà sicuramente moltissimo nel lavoro, tuttavia non sostituirà l’uomo.

Il ruolo più rilevante nelle conversazioni, nei rapporti, qualsiasi esso sia, siano dal vivo o digitali sono e saranno le persone.

Il contatto umano, grazie allo sviluppo evolutivo, sarà sempre meno Business to Business, e Business to Consumer, invece sempre più Human to Human.

Siamo nel nuovo umanesimo e le persone sono al centro di ogni relazione.

Nell’era della condivisione e costruzione delle relazioni, te cosa fai per avere un futuro migliore?

Sono convinto che, siamo solo all’inizio della crescita della centralità dell’uomo; riscoprendo quei veri valori e solidi principi possiamo costruire relazioni e condividere esperienze.

Sono sicuro che da solo puoi fare tanto, tuttavia assieme andiamo sulla luna!

Come posso aiutarti? E come tu puoi aiutare le persone?

Resta in contatto e, collaboriamo assieme per migliorare il mondo.

 

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