
Cosa ti succede? Cosa ci succede? Cosa succede al nostro mondo?
Non volevo scrivere nulla a riguardo del momento non facile che stiamo attraversando a causa del Coronavirus, tuttavia ho riflettuto molto.
E riflettendo su questa situazione straordinaria che sta stravolgendo tutto il mondo, ho deciso di condividere con te alcuni pensieri.
Una volta superato questo momento impegnativo, non c’è alcun dubbio che il mondo avrà subito una trasformazione e noi con lui.
Questo cambiamento sarà il risultato della profonda crisi che stiamo attraversando che ha colpito in particolare i seguenti tre aspetto:
1- l’aspetto sanitario, che rappresenta il nostro avanposto,
2- l’aspetto psicologico, che non dobbiamo rischiare di sottovalutare,
3- l’aspetto economico, il più importante pilastro della società moderna.
1-La prima sfida che stiamo affrontando a testa alta è senza dubbio quella sanitaria.
Più di un mese fa è iniziata l’emergenza covid-19, più passano i giorni, più il quadro è apparso tragico.
Gli ospedali sempre più affollati, le persone sempre più preoccupate ed ogni giorno rappresenta un aumento di contagi.
Quella che sembrava una semplice influenza che poteva far del male solo ai più deboli si è rivelata un vero male che non risparmia nessuno.
Contiamo un gran numero di decessi, ma sono molti anche i guariti e per questo dobbiamo ringraziare i nostri eroi medici, infermieri e operatori sanitari.
Ogni giorno rischiamo di perdere conoscenti, amici, parenti ma loro lavorano giorno e notte, sostengono turni improponibili, mettono a repentaglio la propria salute quotidianamente per dare battaglia al virus e salvare vite umane.
La situazione si fa sempre più critica perché fondamentalmente il sistema sanitario non era preparato a fronteggiare una pandemia simile: gli ospedali e la disponibilità di attrezzature mediche sono ridotto allo stremo tanto da dover trasformare nuovi edifici in strutture sanitarie.
Un importante supporto è giunto in Italia anche da altri paese del mondo: sono arrivati medici da oltre oceano come Cuba, dalla vicina Albania, dalla fredda Russia e dalla lontana Cina.
Oltre agli eroi in prima fila ce ne sono molti altri da ringraziare che hanno offerto il loro aiuto donando macchinari, mascherine e denaro.
Insieme a loro tutte le persone che con impegni restano a casa rispettando le rigide regole imposte.
Cosi facendo con la responsabilità di tutti il numero di guariti crescerà sempre più e vinceremo sicuramente questa guerra e ciò che deve restare di questa esperienza è una nuova consapevolezza: quella dell’importanza della nostra salute.
Nella frenesia della vita quotidianità diventa un’abitudine anche godere di buona salute e quindi ci rendiamo conto del valore di quest’ultima solo quando ci viene tolta.
2-Il secondo aspetto del virus CODIV-19 è la tenuta psicologica.
Il momento di crisi che stiamo attraversando tocca diversi aspetti dell’intera vita umana.
Probabilmente il più subdolo è proprio a livello psicologico poiché va ad impattare inconsapevolmente sull’aspetto socio-culturale dell’essere umano.
La nostra quotidianità, a prescindere dalle tipologie delle nostre abitudini, è caratterizzata dalla frenesia, dall’essere sempre di corsa e dal contatto con gli altri; la giornata è scandita da relazioni, incontri e confronti e siamo sempre soggetti a stimoli esterni.
In questo quadro di routine che ognuno si è creato la casa è identificata come un luogo accogliente e confortevole in cui ricercare serenità, famiglia e relax e quindi in questi termine l’abitazione assume una connotazione positiva.
A causa del COVID-19 questo quadro è stato stravolto obbligandoci ad una realtà che ai nostri occhi appare surreale.
Niente più lavoro, amici, aperitivi, pic-nic al parco, pranzi di famiglia e uscite in riva al mare ed è cosi che rimpiangiamo persino il traffico mattutino che ci faceva tanto innervosire.
Ora ci ritroviamo rinchiusi in casa, quella stessa casa che ieri era sinonimo di gioia e amore e che talvolta ci mancava mentre oggi ci appare come una prigione.
Questa sensazione claustrofobica non è dovuta ad un cambiamento della nostra casa o alla percezione che abbiamo di essa, ma al fatto che ci è stato tolto qualcosa che davamo per scontato e che si è rivelato essere fondamentale: la socialità.
Siamo esseri umani e in qualità di animali sociali ci nutriamo di relazioni. È in quest’ottica che la pandemia ci impedisce di essere noi stessi privandoci della nostra prima fonte di sostentamento, scatenando quella che noi viviamo come una vera e propria crisi psicologica.
Questa condizione si rivela al quanto pericolosa perché legata a fattori irrazionali della persona difficilmente gestibili: c’è il rischio che il disorientamento da cui ci sentiamo sopraffatti ci porti a creare una routine negativa.
E sappiamo bene che liberarsi delle cattive abitudini è davvero complicato, quindi rischiamo di protrarre questo trantran anche una volta terminata l’emergenza.
Ti svelo un segreto, prediligo sempre un approccio propositivo ed è quello che invito tutti a fare.
Rifletti, quante più possibilità abbiamo rispetto a 50 anni fa? Grazie all’evoluzione tecnologica disponiamo di moltissimi mezzi per restare in contatto.
Tramite questi possiamo videochiamare famigliari e creare situazioni di socialità virtuale, ma sfruttiamo la rete anche per coltivare relazioni professionali e incrementare le nostre competenze.
Cambiamo il nostro punto di vista, non viviamo il tempo che abbiamo a disposizione come un vuoto da riempire ma approfittiamone per riflettere su noi stessi e a dedicarci a tutte quelle cose che non riusciamo a valorizzare nella frenesia del quotidiano.
Organizziamo il tempo della nostra giornata e creiamo così delle abitudini positive e stimolanti. In questo modo le giornate passeranno più velocemente e una volta terminata l’emergenza, questa reclusione rappresenterà del tempo riguadagnato.
Dunque, domani quando avremo vinto la nostra guerra ricordiamoci dei doni che abbiamo riscoperto: la solidarietà con il prossimo, la bellezza di un abbraccio o le chiacchiere con il vicino.
Insomma mettiamo al centro i piccoli gesti perché abbiamo capito quanto è grande il loro impatto nella nostra società.
3-Ogni crisi si riflette anche a livello economico. Questo è inevitabile.
Come ogni crisi del passato anche quella che stiamo affrontando oggi influenza inesorabilmente l’economia della società.
L’emergenza sanitaria ha richiesto un blocco totale della macchina sociale comportando la chiusura delle attività economiche.
L’arresto dell’economia è stato inevitabile ed improvviso, quindi nessuna azienda ha avuto il tempo necessario per organizzare un piano d’azione al fine di affrontare al meglio questa situazione straordinaria.
Il problema è divenuto ancor più complesso quando le aziende, ricercando soluzioni, si sono rese conto che sarebbe stato davvero difficile individuare delle strategie a causa dell’incertezza temporale di tale emergenza.
Ed è qui che nasce la sfida: tu come stai affrontando questa situazione?
L’unica certezza che abbiamo è che nulla tornerà più come prima.
Il COVID-19 rappresenta una situazione mai verificatasi prima e che forzatamente ha svelato nuovi scenari e nuovi bisogni.
Le aziende per spirito di sopravvivenza si sono adattate a tale situazione con delle strategie concepite come necessarie e temporanee.
La questione è che l’emergenza virus prima o poi terminerà tuttavia queste nuove dinamiche resteranno.
Ed è in questo prospettiva che il Coronavirus ha innescato un vero e proprio cambiamento per il quale il nostro futuro non potrà più essere paragonato al nostro passato.
Quindi ciò che ci attende è una nuova ordinarietà e con questa espressione mi riferisco a nuovi ritmi, nuove abitudini e nuovi modelli di business.
Tutto questo necessita però la trasformazione di quell’iniziale adattamento in reale consapevolezza.
Come ci insegna la storica citazione erroneamente attribuita a Darwin sopravvive chi è reattivo al cambiamento.
Quindi diventare consapevoli è il primo passo per progredire.
In questa fase transitoria oggi non è il momento di raccogliere bensì di seminare.
In che modo puoi farlo?
Concentrati su due campi fondamentali: valoriale e strategico-aziendale.
Dal punto di vista valoriale impegna le tue energie per rafforzare le relazione umane con i tuoi dipendenti, collaboratori, clienti e fornitori consolidando il funzionamento dell’intero ecosistema.
Tieni presente che sei tu il capitano della nave durante questa burrasca, dunque tieni saldo timone e indica la rotta al tuo equipaggio: il tuo atteggiamento è l’esempio.
Mentre dal punto di vista strategico-aziendale studia ed analizza le nuove dinamiche e gli strumenti innovative per poter stabilire come riorganizzare la tua azienda.
Dunque devi avere un’ ampia visione della situazione, avere sotto controllo la gestione ed essere focalizzato nel medio/lungo periodo.
Il CODIV-19 ha accelerato il verificarsi di uno scenario inevitabile tracciato già da tempo, quello del mondo online.
Questa emergenza ha avviato un processo di alfabetizzazione digitale indotta per la quale una grande percentuale di persone hanno iniziato ad utilizzare e conoscere strumenti digitali fino a prima inutilizzati e sconosciuti.
Considera come esempio applicazione Zoom che in pochi giorni è passata da 10 milioni a 200 milioni di utenti giornalieri.
Poco fa abbiamo detto che l’unica certezza è che nulla tornerà come prima.
Mi correggo: nulla tornerà come prima e dovrà essere tutto più umano e presente online.
Vedrai non tutto il male vien per nuocere!
Magari questo CODIV-19 ci aiuterà a raggiungere lo Smart Working, cioè una concezione di lavoro slegato al concetto “Soldi x Tempo” bensì basata sul concetto “Soldi x Obiettivi”.
Sarà tutto diverso!
Inevitabilmente sarà tutto diverso, cambiato ma dobbiamo impegnarci perché sia una diversità migliore.
Oggi stiamo dimostrando quanto faccia la differenza essere uniti, quindi il domani sarà pieno di nuove e riacquisite consapevolezze che ci aiuteranno a costruire un futuro più umano.
Perciò devi essere conscio di quanto è importante il bene sociale nel mondo considerando il giusto bilanciamento fra economicità e socialità.
Non puoi altro che accettare e reagire in maniera positiva sfruttando il tempo a tua disposizione al meglio in questo periodo e lavorando perché questo posso accadere.
A presto
Il tuo amico Nicolò
